Coltivare l’orto: il terreno

Coltivare l’orto: il terreno 2017-04-01T16:58:22+00:00

Project Description

coltivare l'orto: il terreno

Il terreno dell’orto

Conoscere il terreno del proprio orto è un passo fondamentale per iniziare al meglio. La maggior parte delle volte è sufficiente una leggera lavorazione (nei primi 25-35 cm) aggiungendo letame, stallatico o compost. Se invece il terreno è povero, dovremo intervenire con lavorazioni più complesse.

I principali componenti del terreno sono:

  • particelle solide minerali (sabbia, limo e argilla) che rappresentano circa il 50-60% del peso di un terreno;
  • particelle organiche che disgregandosi formano l’humus;
  • acqua;
  • aria;
  • microflora e microfauna (come vermi, insetti, batteri,…).

Le proporzioni relative a questi 5 elementi di base variano a seconda del tipo di terreno.

Parlando del terreno destinato alla coltivazione, una cosa importante da tenere in considerazione è la sua struttura e da questa dipendono in larga misura le proprietà del terreno nei confronti di acqua e aria. Con struttura intendiamo la disposizione che assumono le diverse particelle all’interno del terreno. Se volete approfondire questo tema potete guardare la pagina sulla struttura di wikipedia.

Dei vari tipi di struttura, la migliore è quella grumosa o glomerulare, perché lascia ampi spazi vuoti per la penetrazione delle radici, dell’aria e dell’acqua. Questa struttura è tipica di un terreno coltivato a prato. Nel caso in cui il nostro terreno si presentasse troppo compatto, possiamo intervenire apportando sostanza organica al terreno (per es. letame), aggiungendo sabbia o lavorando di frequente il terreno. Nell’altro caso, cioè se il nostro terreno si presentasse eccessivamente sciolto possiamo aggiungere argilla oppure sostanza organica (ottima in entrambi i casi).

Perciò, nei terreni non particolarmente infestati da erbacce, ricchi di humus e con una buona struttura, è sufficiente una lavorazione superficiale, bastano 25-35 cm, prima di realizzare l’orto e poi ogni anno in primavera, attraverso la vangatura, con rastrellature e zappature che rendono il terreno più livellato e sminuzzato, adatto ad accogliere i semi e le piantine. Una lavorazione profonda è necessaria quando dobbiamo togliere dal terreno sassi, radici di piante infestanti e per interrare la sostanza organica.

Comunque ogni terreno può essere coltivato a orto, migliorandolo, se necessario, con l’uso di ammendanti e con una fertilizzazione realizzata con l’impiego di concimi organici e minerali. Consiglio di evitare la coltivazione di un orto in terreno troppo secco o troppo calcareo, che non abbia la possibilità di non essere annaffiato. Un terreno molto fresco, invece, è spesso il più adatto.

 

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