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20-05-2012

Posta Verde di Rosàflor!

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Le Piante d’appartamento - parte 1

Con il termine piante d’appartamento, in generale, si indicano le piante che vengono coltivate nelle serre e possono essere tenute in casa. Risulta quindi evidente che comprendano specie molto diverse fra loro.

Piante che provengono prevalentemente dalle zone tropicali ed equatoriali e sono usate quasi esclusivamente per decorare ambienti chiusi.

Temperatura

Ogni specie ha le proprie esigenze. In generale si può dire che la maggior parte delle piante d’appartamento crescono bene quando le temperature notturne non scendono sotto i 15°C e non subiscono improvvisi sbalzi termici che possono essere provocati anche da correnti d’aria.
In inverno bisogna evitare il posizionamento delle piante vicino ai termosifoni o altre fonti di calore: l’irradiazione costante di calore porta a disidratazione e appassimento delle piante, in particolare le parti giovani e sottili, più sensibili e con strati sottilissimi di cellule poco protette e immediatamente raggiungibili dal calore. In estate, invece, in caso di temperature troppo elevate la nebulizzazione delle foglie con speciali irroratori consente l’abbassamento anche consistente della temperatura intorno alla pianta e nell’ambiente circostante portando benefici molto evidenti.

Luce

Le piante sono completamente dipendenti dalla luce per la costruzione di tutte le sostanze necessarie alla crescita ed alla fioritura. La luminosità non deve mai essere troppo intensa, ma nemmeno insufficiente. La maggior parte delle specie necessita di una luce diffusa (mai esporla a raggi diretti del sole), soprattutto nei mesi invernali. Se la luce proviene solo da una direzione è necessario ruotare periodicamente la pianta per evitare che si sviluppi maggiormente da una sola parte, cioè da quella esposta costantemente alla luce.

Acqua

L’acqua per le piante è un elemento indispensabile in quanto ne regola la crescita e lo stato di benessere generale. Oltre a nutrirsene tramite l’assorbimento radicale, le piante liberano molecole d’acqua in forma di vapore con la traspirazione delle foglie e delle altre parti verdi.
Le piante assorbono dal vaso l’acqua che serve a loro in base alla necessità ed alla temperatura; pertanto è buon criterio giudicare il momento di irrigazione immergendo leggermente il dito dello strato superficiale del terriccio. Se il dito si inumidisce e qualche fibra di torba resta attaccata al dito significa che c’è ancora umidità e non serve bagnare; se il dito resta asciutto serve bagnare. Oltre a questo criterio tattile esiste anche un metodo visivo; osservando lo strato superficiale del terriccio se si nota un disseccamento e una leggera arricciatura delle fibre superficiali significa che il terriccio e scarso d’acqua e va perciò aggiunta.
L’irrigazione al contrario di quanto si crede non deve essere a dosi scarse e molto frequenti, ma abbondante ad intervalli equilibrati in relazione alla temperatura ed alla stagione, avendo l’accortezza che l’acqua raggiunga il fondo del vaso e quella in eccesso possa sgocciolare.

 

 

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