Il periodo più adatto per procedere alla potatura è durante il riposo vegetativo, ossia nei mesi di febbraio e marzo. Per effetto della dominanza apicale, il germoglio più alto (apicale) di un ramo tende a crescere molto, a scapito di tutti gli altri del ramo. Tagliandolo, si ottiene di far crescere di più i germogli posti in basso e si ottiene una pianta più cespugliosa e compatta. Vanno potati sempre i rami marroni o macchiati di marrone: questo è il segno che il freddo li ha danneggiati. Allo stesso modo occorre eliminare i rami con midollo scuro: si pota finché si trova il midollo chiaro, indice di vitalità del ramo. Il taglio di potatura va praticato 6-8 mm al di sopra della gemma che si desidera far sviluppare, scelta fra quelle esterne al ramo (la pianta non deve intricarsi), con una inclinazione di 45 gradi opposta alla gemma in modo che le gocce di pioggia o di rugiada, scivolando sul taglio fresco, non vadano a danneggiare o far marcire la gemma sottostante. La ferita della potatura va sigillata con apposito mastice solo quando il ramo superi il centimetro di diametro.
Lotta alle erbacce
Per contrastare le erbe infestanti che si sviluppano spontaneamente il metodo migliore è la prevenzione. Ai piedi delle rose, la pacciamatura con materiale organico, come illustrato precedentemente, risulta la soluzione più razionale. È possibile anche la posa di un film di polietilene nero che però potrebbe risultare antiestetico in giardino. Le erbe infestanti che si sono formate si possono contrastare con dei diserbanti chimici, seguendo attentamente le norme riportate sulla confezione e prestando prudenza. Per estirparle in maniera naturale le si strappano, assieme alle radici, a mano oppure si utilizza una zappa lavorando il terreno superficiale.